Il flashmob degli eroi dimenticati

9 Settembre 2020
GLI INFERMIERI IN PIAZZA DUOMO:
IL FLASHMOB DEGLI EROI GIA' DIMENTICATI

 

 

Il significato di questa mattinata per quanto mi riguarda è perfettamente riassunto in questa fotografia. E non dipende dal soggetto o dal contesto ma dalla scritta. Quel “NON E’ ANDATO TUTTO BENE” appuntato in stampatello a caratteri grandi.

 

Perché come al solito questo Paese ha la memoria corta. La vita è tornata, ci ha travolti come unʼonda e ora che una sottospecie di normalità si affaccia alla porta, sembra che pochi sʼimpegnino a ricordare. Dʼaltronde stare dentro al dolore costa fatica, quindi meglio accartocciarlo e gettarlo via come un pezzo di carta. Ma il dolore si supera attraversandolo, mica saltandolo a piè pari come un fosso.

 

Benché qualcuno, in pieno delirio di onnipotenza sʼimpegni a professare lʼesatto contrario, il Covid non se nʼè andato, ci ha solo concesso una tregua. Si comporta un pò come quel nemico delle favole che si diverte a sparire, a nascondersi chissà dove per poi ricomparire dʼun tratto e divertirsi a mettere quel maledetto bastone tra le ruote che tanto detestiamo.

 

E quindi no, no che non va tutto bene. E non va tutto bene perché se siamo qui a parlare di diritti, di riconoscimenti (e non sʼintende quelli legati alla popolarità o alle condivisioni social), significa che qualcosa non ha funzionato. Che il sacrificio di queste persone è valso quanto una goccia riversata nel mare.

 

 

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Potete scrivere sul palloncino il nome di un vostro collega che se n’è andato nei mesi assurdi che abbiamo vissuto e poi liberarlo nell’aria

 

Ho scattato molte fotografie stamattina, Piazza Duomo a Cremona era affollata di infermieri e medici, pronti a manifestare pacificamente con il loro flashmob. E tra la moltitudine di persone ho riconosciuto volti, o, per meglio dire occhi, che in questi mesi sono comparsi un pò ovunque. Televisioni, social, giornali. Ho visto giornalisti avvicinarsi a loro, fare domande identificandoli come “simboli” di un momento storico così complesso.

 

Sono sincera, dʼistinto anchʼio lʼavrei fatto ma una parte di me mi ha spinta a rimanere lì, un passo indietro, e credo alla fine abbia avuto ragione. Perché quelle persone, quei volti ormai noti a tutti, rappresentano esattamente quelle gocce delle quali scrivevo poco fa. Il loro lavoro è stato prezioso tanto quanto il lavoro degli altri. Perché non cʼè una goccia riversata nel mare che valga più di unʼaltra goccia. E da soli non si va da nessuna parte.

 

 

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